Il test di broncoreversibilità è un esame che completa la valutazione spirometrica di un deficit ostruttivo definendone appunto il grado di reversibilità.
L’esame ha lo scopo principale di diagnosticare l’asma bronchiale e per effettuare la diagnosi differenziale con la bronchite cronica ostruttiva (BPCO). E’ inoltre un utile strumento per la personalizzazione della terapia farmacologica nei pazienti con BPCO.
Il paziente effettuerà una spirometria semplice, successivamente gli verrà somministrato un farmaco broncodilatatore per via inalatoria (400 mcg di salbutamolo spray); dopo 15 minuti verrà ripetuta la spirometria e sarà confrontata con quella basale.
Caratteristica fisiopatologica fondamentale che distingue l’asma dalla BPCO è la reversibilità completa o parziale dell’ostruzione bronchiale dopo la somministrazione di broncodilatatori per via inalatoria a rapida azione.
Nel caso in cui ci sia un significativo miglioramento del deficit ostruttivo dopo la somministrazione del farmaco, si parlerà di asma bronchiale (una infiammazione cronica delle vie aeree, reversibile con una corretta terapia).
Il paziente deve evitare l’assunzione di farmaci antiasmatici, in particolare broncodilatatori spray o per aerosol, nelle 24 ore prima del test.
Il test di per sé non presenta rischi o controindicazioni. Eventuale comparsa di tremori e tachicardia sono gli effetti collaterali in assoluto più riscontrati tra i pazienti in seguito all’esame, da ricondurre esclusivamente alla somministrazione dei farmaci broncodilatatori.