La visita pneumologica viene eseguita per escludere, diagnosticare o monitorare una patologia a carico dell’apparato respiratorio (es. disturbi respiratori che riguardano i bronchi ed i polmoni).
Vengono sottoposti a questa visita i pazienti con patologia respiratoria già nota (che effettuano un controllo) e quelli invitati dal proprio medico curante a recarsi dallo pneumologo, in modo da accertare la natura di alcuni sintomi, quali la sensazione di oppressione al torace, la difficoltà nella respirazione, l’affanno a riposo o sotto sforzo, la tosse persistente, le espettorazioni prolungate e/o con tracce di sangue, il dolore toracico e le apnee notturne.
La visita pneumologica è utile per diagnosticare, o escludere, se vi siano malattie a carico dell’apparato respiratorio e trovare, se possibile, la terapia più adeguata al paziente.
Il giorno della visita si consiglia di portare in visione i referti degli esami eseguiti su richiesta del proprio medico curante e la documentazione riguardante il problema respiratorio. Non sono previste specifiche norme di preparazione, ad eccezione della sospensione di farmaci broncodilatatori nelle 24 ore precedenti, per effettuare l’esame spirometrico.
La prima fase della visita pneumologica consiste nella raccolta dell’anamnesi del paziente da parte del medico. Lo specialista, in questa fase, prenderà visione di tutta la documentazione riguardo eventuali esami diagnostici ed interventi terapeutici svolti in precedenza dal paziente. Nella seconda fase viene eseguito l’esame clinico ed eventuali test diagnostici appropriati alla situazione clinica del paziente.
I principali sono:
– Spirometria;
– Test di broncodilatazione;
– Ossido nitrico bronchiale;
– Ossido nitrico nasale;
– Prick test;